Area 51 e l'invasione social. Copertina.

Area 51. L’invasione parte dai social

Il 20 settembre è alle porte. Non sai cos’è questa data? No, tranquillo, non ti sei dimenticato l’anniversario di matrimonio, ma “solo” l’appuntamento di salvataggio per i nostri amici alieni. Già, perché nel 2019 l’invasione dell’area 51 parte dai social.

Ipotesi che avverrebbe solo se i servizi segreti americani fossero usciti da Scuola di polizia e a capo ci fosse Stan Smith di American Dad. Ma facciamo un passo indietro.

Qualche mese fa sui social è rimbalzato un proposito, un appuntamento mondiale, suscitando ilarità generale. La grande missione, più facile da organizzare su carta di una gita di Pasquetta con gli amici, è quella di recarsi in Nevada, correndo rigorosamente in stile Naruto, e salvare E.T., Roger, Paul e compagnia bella.

Notizia divertente, che è riuscita a far sorridere i più, ma giochiamo a fare un’ipotesi altrettanto assurda. Proviamo a giocare a “e se” prendendo in considerazione che qualcuno, in giro per il mondo, pensasse davvero di andare fino in fondo. Una decina di ragazzi che vogliono andare oltre questa specie di catena di Sant’Antonio versione 2019 e recarsi di fronte ai cancelli dell’area militare USA e sfondare la porta. Come andrebbe a finire?

Persone che tentano di introdursi in una base militare, che si trovano di fronte ad uno schieramento di forze armate. Potete benissimo immaginare quanto di grave potrebbe accadere.

La comunicazione può essere un’arma potente. Lo dice la storia quanto il presente.

Un sorriso è meraviglioso, farsi una risata, per di più globale, è qualcosa di bellissimo e quelle rare volte in cui capita siamo ben felici che succeda. Ma per quanto l’invasione dell’area 51 parta dai social media bisogna ragionare sul potere che la comunicazione può avere sugli altri. Quanto dei “semplici” post sui social network siano un mezzo potente, avendo una diffusione potenzialmente mondiale.

Bisogna sempre ricordare quanto una rete di comunicazione digitale possa influenzare centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. Un post da solo può poco. Ma se viene condiviso, commentato, chiacchierato, diventa un’idea. Diventa qualcosa di forte, impresso nella memoria collettiva. Fare comunicazione non è uno scherzo e quindi c’è bisogno di responsabilità visto che oggi si ha il potere di raggiungere tantissime persone nel mondo con un semplice click.  Comunicare è bello, ma farlo con intelligenza è anche meglio.