Per fare scintille ti servono ambassador, non influencer

Ne è passata di innovazione sotto i ponti. Ora le aziende sembrano più pronte a cambiare, dopo aver visto il vantaggio che possono trarre dal digitale. Con l’aumentare di questa consapevolezza, è aumentata anche l’esigenza di differenziarsi e farsi vedere come prodotto/servizio scelto dai più. Il fenomeno dell’influencer come intermediario è stato rilevante quando negli anni passati le aziende si sentivano distanti dal proprio pubblico. Se gli algoritmi dei social network portavano affluenza agli influencer in maniera pressoché naturale, ora poiché Facebook e Google guadagnano sulla pubblicità, hanno ridotto in maniera drastica la loro copertura, in maniera che anche gli influencer debbano pagare e fare sponsorizzate. Quindi, se oggi occorre solo il budget, ci riesci direttamente anche tu, caro imprenditore, a conquistare il tuo pubblico di riferimento.

Come?

Le organizzazioni possono essere paragonate ad un computer: l’ambiente fisico con i macchinari corrispondono all’hardware che non può funzionare senza un software che è rappresentato dalla più grande risorsa, ossia le persone.

Con i loro comportamenti, le persone interne all’azienda sono in grado di sviluppare un elevato potenziale organizzativo, un modo d’essere collettivo, da cui dipenderanno i risultati. In Italia, è ancora sottovalutato l’aspetto del clima organizzativo dove risiedono e lavorano queste persone. Chi si ricorda Camera Café dove i dipendenti preferivano di gran lunga stare davanti alla macchinetta rispetto ai loro uffici?

 

Se i valori sono il cemento di un’organizzazione, le persone che ne fanno parte con la loro emotività espressa e condivisa ne sono la cultura.

 

Il dipendente è come un cliente, nel cambiamento sociale in atto il tuo collaboratore si esprime ogni giorno online, non occorre che lo controlli, questa libertà è essenziale per lui ed è la stessa che dovrebbe abbracciare l’azienda manifestando con trasparenza e onesta ciò che pensa di attuare tenendo presente le esigenze del singolo collaboratore.

Se si sente bene, verrà naturale esprimerlo con i clienti, presentare i fattori positivi del prodotto e della propria azienda. Un po’ come se gli chiedessi ‘Come va al lavoro?’ e ottenessi una risposta positiva, in fondo parte tutto da qui.

Produci valore risparmiando soldi, ossia un influencer costa ed è comunque una scommessa.

Il dirigente, il proprietario e il dipendente più entusiasta sono gli ambassador e i testimonial migliori che puoi avere, lavora con e su di loro. Lascia perdere l’ennesimo calciatore o blogger che non ha il know-how dell’azienda. Loro sanno meglio di chiunque altro i pregi del tuo prodotto.

Adesso occorre solo selezionare gli strumenti giusti e gli obiettivi come la crescita di fiducia nei tuoi prodotti o servizi. Che siano foto o video che ritraggono gli ambassador, produci sempre contenuti di qualità per aumentare credibilità e prestigio. Ne va del tuo brand.

Coinvolgi i manager al fine di assicurarti un posto nei cuori del tuo pubblico, occorre una strategia di comunicazione nel lungo periodo che consenta loro di comunicare in maniera efficace: comunicatori non si nasce, si diventa! Intanto è bene cominciare.